Accostarsi alle opere di Angela Betta Casale è come fare un viaggio meraviglioso che conduce oltre i confini del sogno.
L’Autrice padroneggia il colore e la materia, diventandone complice e amica, trascinando la tela, il legno, l’oro, la porpora in un gioco creativo di luci ed ombre, trasformando il reale nel mondo impalpabile del fantastico.
Le tele di Betta Casale sono dei veri e propri mondi sconosciuti, che si aprono all’occhio incuriosito ed affascinato come finestre arcane mostrando angoli e scorci immaginifici, che stimolano la fantasia, l’allettano, la spingono a porsi domande e ad inventare risposte.
I volti delle sue dame, eroine e guerriere di purezza stilistica rara, sono un rinnovato invito al viaggio. I loro sguardi dolci e fieri, la loro saggezza antica e lo sfrontato coraggio sono il canto suadente di una sirena che attira il viaggiatore trascinandolo con sé.
Intrecci di mandala arcani sovrastano e si intersecano con i volti delle donne, ed ecco che la mente si trova ancora a cavalcare su altri scenari, su altri mondi, alla ricerca di una vita oltre quella vagheggiata.
Il volto purissimo squarcia la tela, ma cosa si intravede nel suo ‘oltre’? Forse un guerriero efferato che sguaina la spada per l’ultimo duello o, forse, i corpi straziati e martoriati di un intero esercito che ha dato il suo ultimo addio alla regina indomita.
O ancora le coltri profumate di un’alcova segreta dove la dea celebrerà il suo rito di amore e di passione.
I visi fatati e magnetici creati dall’Artista sono il paradigma di tutto quello che le donne sono, vorrebbero essere o un giorno saranno. Sono l’ideale bramato dal poeta concupito dal vanesio, temuto dal pavido.
Angela Betta Casale intinge i suoi pennelli su di una tavolozza proveniente da un regno trasognato e inquieto, e con la magia racchiusa nelle sue sagge mani, ecco che crea non tavole, non quadri, non disegni ma mondi reali, che nutrono di vivifica linfa le nostre anime assetate di infinito.
Una mostra di Angela Betta Casale è un vero e proprio evento per immergersi nelle atmosfere magiche e sognati dell’autrice piemontese, e partire in un viaggio che ha come capolinea il sogno.
L’autrice padroneggia la tecnica e la materia, piegandole alle proprie visioni, creando ogni volta un vero e proprio capolavoro, uno scrigno di emozioni e sensazioni purissime.
Per comprendere appieno l’arte di Angela Betta Casale basta porsi innanzi ad una delle sue creazioni, e lasciarsi trascinare dalla magia.
Linee perfette e impalpabili che oltrepassano le dimensioni, volti di dame dagli occhi profondi, che celano dolori e gioie sovraumani.
Intrecci di tratteggi che creano nodi alchemici, in una sorta di palpabile ganglio vitale, dentro il quale ognuno può trovare la risposta ai propri interrogativi.
E poi i colori,in un alternarsi di tonalità, di chiari e di scuri che sfidano le leggi cromatiche e rendono ogni immagine una sorta di schermo quasi animato, in un dipanarsi di significati, di interrogativi, di storie che nascono e si sviluppano nella stessa visione, lasciando stupiti e ammaliati.
Ogni quadro, ogni realizzazione ha una storia con una particolarità: si ripropone non eguale a se stessa, ma anzi si evolve, a seconda del punto di vista dell’osservatore.
Un’esperienza unica e irriperdibile.
Un’incontro con l’Arte nel suo significato più estremo ed elevato, che ha in Angela Betta Casale uno dei suoi massimi esonenti.
Angela Betta Casale, tra illusione e introspezione.
Illusione di vivere una realtà forse ancora da scoprire e da conoscere fino in fondo e introspezione come chiave di lettura della propria esistenza, della propria essenza, come artista e come persona.
Gli ultimi lavori dell'autrice giocano sapientemente con lo spazio, tra geometrie raffinate come decori celti e cromie lucenti, in un continuo simbolismo spirituale e terreno.
I suoi volti, dallo sguardo profondo, sono icone moderne di eroine quotidiane, tra mito e realtà, un pò Meduse, un pò Madonne, comunque sempre umanizzate in una metamorfosi spirituale e terrena.
Di questa buona artista, dalla tecnica cesellata, colpisce soprattutto l'aspetto meno visivo delle composizioni, il lato che si può immaginare, quella spiritualità celata da muri invisibili di pietre antiche come decori di una chiesa gotica, di vegetali immaginati, cresciuti nella storia della mitologia e della fantasia.
L'enigma della vita assume forme colori e i soggetti sono solo pretesti e metafore per dipingere stati d'animo e inquietudini, l'aspetto più nascosto di una personalità che indaga il mondo e il non-mondo, quella sfera di illusione che ci accompagna ogni istante, nella continua ricerca dell'Io.
Fiabe. Anche inquietanti.
Immagini che riflettono storie recuperate nella notte dei tempi e che muovono con lucida intelligenza fra le suggestioni dell’antica civiltà celtica e il fascino del mondo medioevale.
Dominano le penombre, fra misurati contrasti di colore e “oscurità” che si aprono senza chiasso a immagini arrivate da zone di mistero.
Su cui buon gioco di contrasto ha il frequente utilizzo della “doratura” e di soluzioni materiche che rendono estremamente attuali e “moderne” le fiabe pittoriche dell’artista torinese.
Fra le particolarità che meglio caratterizzano la sua scrittura, la riproduzione di vecchi muri e l’utilizzo di “supporti” antichi – e autentici – che permettono l’affiorare dalla tela di emozioni e memorie di indubbio fascino e suggestione.
Ed é qui che il grande amore dell’artista per la cultura celtica e medioevale trova spazio ideale di espressione pittorica e di rinnovato approfondimento culturale.
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